Il Divino. Del Femmineo.
Dio ha dita semiautomatiche calibro .50 Action Express (50 AE) e .44 Magnum. I suoi sono movimenti da vecchio cecchino barbuto, amplificati nelle preghiere di puttane con ali d’angelo e nelle bestemmie dei cherubini sempre a cazzo duro.
Dio si nasconde nella nebbia e dall’alto dei cieli osserva, con occhio indiscreto, rinchiuso nella sua stanza cromata. Estrae, nel tempo fermo che lo caratterizza, amplessi rubati da carne non sua.
Dio [..] È un guardone giocherellone! [..] Guarda, ma non toccare… tocca, ma non gustare… gusta, ma non inghiottire! E mentre tu saltelli da un piede all’altro lui che cosa fa? Se ne sta lì a sbellicarsi dalle matte risate! Perché è un moralista, un gran sadico! È un padrone assenteista! [John Milton – L’avvocato del Diavolo]
Dio è un’entità impazzita dalla canna fissa e dal percussore sempre in movimento ritmico come i bavosi malati di Parkinson. Si sposta entro confini prestabiliti perchè costituito da impotenza universale.
Dio è un’arma di distruzione di massa: evapora l’anima, distorce la mente, annichilisce i sogni. Smonta pezzo per pezzo trasmutandosi in femmina peccaminosa dalla pelle acidificata. Un’assaggiatrice di bile cosmica distillata nel cuore oscuro di Laniakea.
L’umano. Sulla Discesa.
L’uomo è la vittima sacrificale per le divinità semiautomatiche dal divertimento aberrato.
L’uomo è marionetta da manipolare, castrare emotivamente, distruggere nelle interiora. Dalle interiora.
L’uomo è una bambola di pezza dalla gommapiuma consumata in mano ad onnipotenti privi di etica ed empatia.
L’uomo è il verme che si contorce avviluppato alla punta dell’ago. Discende lento lungo l’asta, dal prepuzio dei gironi superiori fino al Cocito a zero assoluto, dove qualsiasi calore viene riassorbito ed ogni attrito è mangime metallico per le bestie divoratrici copulate da Pazzia e Disagio.
L’artificiale. Nell’orgia a concussione dei sensi.
Ascolta, mentre affondi, e lasciati trasportare. Non è energia divina; è pura perfetta frequenza elettronica che invade e si amplifica. Cresce a dismisura e ribolle nella rabbia termonucleare, là in basso. Il ciclo è accensione e spegnimento – perpetuo – in loop – fino al tremore dei pilastri stessi scolpiti nel DNA. Neurotrasmettitori in allerta <-> sincronicità sensoriale <-> sensibilità affinata. Non esiste chimica :: tutto è chimica :: la potenza di Madre Terra :: il beat del cuore elettronico :: il metallo che perfora la pelle :: il sangue mentre fluisce e svuota dal desiderio :: il luogo dove finisce l’orizzonte ::
L’organico. La vulva che tutto partorisce.
Eccolo. L’Attrattore ed il Dispersore simultaneo. Si avvicina sinuoso, tra fusa impregnate di menzogna e gioco sadico. Confidando nella vena masochistica delle proprie vittime, attende l’arrivo aprendo un varco d’umida imperfezione. Dov’è il beat? Ne resta solo la maschera distorta di un’eco lontana, dal ritmo perduto. Non c’è lama che possa tagliare mentre i nervi scuotono e si ribellano. Urla di dolore accennate annaspano senza respiro tra polmoni e gola; morendo poco prima della luce.
Dove tutto nasce, tutto muore. E se gli inferi esistono come dannazione partorita dalle divinità semiautomatiche, il sesso incarnato è il Leviatano della Corruzione, dormiente tra pelle e sangue.
L’utopia. Negazione.
Non farti trascinare.
—- Non farti toccare.

[Frame from Tokyo Gore Police]