Primo-R-DiuS

Una cattedrale vuota. Un vicolo deserto tra pareti senza colore. Una chiesa circondata da reliquie del mondo umano. Uno scantinato impregnato delle peggiori paure. Binari attraversati da piccole dosi di demenza… o stazioni dalle pareti liscie ed untuose, entro le quali reclamare non-vita. Sogni, incubi? di menti imprigionate nel silicio urlante.

Percepisci le parole oltre il mio volto d’acciaio? Sensazioni che paralizzano:

# Attendo l’accelerazione. Ipervelocità. Contratto nei circuiti che mi sono propri, prendo posto.
# Sono passeggero di eventi oltre la mia portata e la tua bellezza colpisce [duro] come pugno proveniente dal NULLA.
# Perchè sono umano; ma di quest’umanità non riesco a disfarmi.
# Decifrati, calibrati. In perfetto ordine numerico. In perfetto oscillare matematico.
# Spellati delle nostre cimiciose aspettative vitali. Smazzati come droga sul tavolo di cristallo lucente.
# Aspirati dal demiurgo per suo implicito piacere. Inalati nel vuoto primo-r-dio senza possibilità d’appello.
# Aspergendomi dei liquami splendenti nel campo UV reactive dell’Abisso.
# Condensandomi intorno alle marasmiche tracciature laser che attraversano il nostro inner-space.

Quest’umano giacere nella folla disorienta, SCUOTE. In accelerazione finchè il tempo stesso non terminerà la sua corsa. Sogni, incubi? di menti imprigionate nel silicio urlante.

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