Sentenza procrastinata

Vibrazioni di fondo, nel nero emotivo dell’inner-space organico. Poco amichevoli mutazioni cellulari indotte da sostanze estranee alla chimica di base. Protocolli sparigliati in tabelle secondarie; files orfani e privi d’attributi in scrittura. Passioni particellari scagliate, oltre la sintassi del desiderio, da post umane macchine d’estasi. Prodotte e ridotte in un regno d’astratta urgenza.
V’è una strana nebulosa dorata, stanotte, che ricopre d’un velo nanotraspirante tutte le cose del mondo, assuefacendole ed integrandole ad essa. Una speranza di plastica, soffocante ed invadente ma pur sempre poco mutevole e sostanzialmente priva di ragion d’essere. Un velo sintetico irradiato di bora pestifera, come l’ansimare d’un verme solitario senz’occhi e senz’ali. Radente in un volo notturno la mente è costretta a dipanare visioni ostili ed incubi dal tonnellaggio emotivo crescente. Non v’è più scampo al burattinaio. Esso è semidivinità arrocata nel profondo delle mie viscere.
[Bkg track: The mover – Nightflight (Non-stop to Kaos)]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.