Spazio stereo-esistenziale

Il nodo scorsoio scivolava lento, firmando il suo collo come una tela l’autore dalla fama(e) conclamata.
Rimaneva lì, fermo. Non troppo spaventato. Perchè in fondo la paura era solo un’esternazione d’umanità.
Ed egli non voleva subire, da se stesso, reazioni d’umanità.
Era finito, schiena a terra inzuppato di cicatrici; sentendosi come il filtro d’una sigaretta finita… ingiallito nella propria carne incartapecorita, inutile avvolta d’argento ed alluminio.
Sebbene la concentrazione fosse massima ed il desiderio avesse toccato picchi d’intensità inusitata, il nodo l’afferrava stretto. E divincolarsi appariva uno sforzo immane.
Stranamente le parole fluivano scevre d’ogni significato e le immagini, potenzialmente miracolose nel piccolo antro schizoide alla sommità del suo involucro sporco, nutrivano, con scarso beneficio, la personale realtà delirante risultato di tempi morti abbandonati all’edonismo.
S’erano create infezioni, pustole organiche nel corpo e virali simulati nella mente; crescevano malformazioni invisibili ed erano biancospino nel fuoco dell’allucinazione progressiva.
La costante della realtà fluttuava parimenti ad una goccia d’olio nell’acqua…impossibilitata ad ammalgamarsi. Non v’era soluzione.
Prese il coltello. Tagliò il nodo scorsoio. Cadde a terra. Si massaggiò soddisfatto il collo dolorante. Assaporò l’istante delicato di pace ed armonia. Pochi secondi e la giugulare era recisa.
Trance in a dark experiment.

[Bkg track: Transwave – Organic]

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