Lost Places

Ci sono luoghi deputati alla crescita ad ed al proseguio della vita.
Ci sono luoghi inabitati, preclusi, e ridondanti di morte.
Il piatto è accozzaglia cannibale di flaconi alla morfina e pelle incartapecorita stirata dalla disidratazione.
Cibarsi di scorie fumanti in mattinate senza sole, perpetuate in ciclo.
Ci sono luoghi inabitati nei quali la vita era inquilina non pagante ma ben accetta.
Ci sono luoghi nei quali ho terrore ad inoltrarmi. Ed erano i luoghi anche della mia vita.
Strappata da iniezioni di sonno artificiale e flebo alcaline poste in atto dalle mie stesse mani.
Agli occhi si sovrappongono immagini terminali nella semioscurità di persiane non avvolte.
Ho spettri che faranno d’accompagnamento a serate illuminate da led di piccole/medie/grandi dimensioni.
E tutt’intorno è decadenza. Oscura Decadenza che s’allunga dalla mia pelle.

Io sono l’artefice delle mie paure annidiate in luoghi perduti della memoria recente.

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