Riflessioni osmotiche

I nomi sono come le maledizioni. Vengono scagliati contro senza possibilitá di scelta ed appello quando le sinapsi sono idee confuse tra le mani del Demiurgo. Sono il soffio scarlatto per divinitá giocatrici d’azzardo con il fato, tracciate nel metallo esistenziale a colpi di Lama al Plasma.

I nomi sono come le maledizioni. E le omonimie collegamenti tra esseri simili: solitamente cumuli di merda ambulante che prima neanche si sarebbe sfiorata in lontananza. Ma si sa, la vita ha sense of humor ed i traccianti al napalm non sono più a buon mercato. Peccato. Il fuoco chimico purificherebbe bruciando gli esseri della carne. Liquefacendo pelle ed ossa fino allo stato primordio. E la divinitá biomeccanica ne godrebbe; quantomeno del cessato rumore di voci che, pur se in lontananza, lanciano strali da piccoli schermi ad alta densitá di risoluzione. Pensieri ipertrofici nell’illusoria sicurezza della veritá e nel petto gonfio delle proprie certezze.

Anche se certezze non ne esistono. Anche se la prospettiva non è unica. Anche se i silenzi non vengono mai interpretati.

Riflessioni. Omonimie. Merda. Peccato non bruci.

Si. Ce l’ho proprio con te.

#noncisonosperanze #biomechanicaldamage

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