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Comfort Zone

Eccomi… una mattina presto. Una mattina ‘storta’ quanto molte altre ce ne sono già state e molte altre ce ne saranno.
Il sole fa capolino da prima delle sette del mattino in questo febbraio che potrebbe essere un aprile anticipato.
Boh.. a me fa un po’ schifo…e non voglio parlare di meteo.
Muovermi con il buio mi piace perchè rende tutto più silenzioso. L’oscurità non attenua tutti i rumori della giornata?
Datemi dell’idiota ma io la vedo così.
Quindi… il sole già prima delle sette del mattino è una rottura.

Il prosieguo è, poi, sempre il medesimo e _quasi_ sempre ben scandito da tempistiche sincronizzate.
Oggi stranamente la bolla spazio tempo a velocità contraria era più abitata del solito: tre auto dai finestrini specchiati (l’oscurità palesa) ad incrociare i miei finestrini specchiati.

Successivamente: monitor – login – password – accesso.
Sempre, solo, gli stessi movimenti e nessuna sensazione ulteriore degna di essere considerata.
Una comfort zone nella quale morire in comoda anestesia.

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