Nulla da eccepirE – MegaPhoniA

I miei Demoni parlano solo attraverso interrogativi, senza ascoltare.
Il Bambino mai cresciuto parla solo attraverso urla, mai ascoltate.

Cazzo, la guerra. Il focolaio interminabile che brucia dentro come un calderone inghiottito dal Cocito stesso. Talmente da freddo da ustionare, talmente orrido da spaventare la paura stessa.
Qual’è stata la tua arma fin’ora?’

Cazzo, la dedizione. Secondi, minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni interi spesi… gettati, ficcati in profondità nella latrina-gola della vita. Momenti persi per sempre e la speranza del ritorno è solo una flebile fiammella a gas interrotto.
Cos’hai guadagnato fin’ora?’

Cazzo, il ricatto. Sputato in faccia come un gatto dai coglioni maleodoranti direttamente tra naso e bocca. ‘Assaporalo tutto, così comprenderai quanto forte e potente è il mio odio nei tuoi confronti’. Egoismo senza compromessi, è il lampo della bomba all’idrogeno.
Cos’altro resterà poi?’

Cazzo, l’esistenza. Il treno parte ed arriva con i migliori propositi, poi: Incaglio_Deraglio_Proseguio senza bagaglio. E pur di continuare… liberandosi del tutto _anche delle cose importanti_ i piedi sanguinano, le unghie si staccano.
Cosa ti lasci alle spalle?’

Cazzo, i resti. Ogni cosa sbriciolata, ogni affetto abraso, ogni vicinanza rimossa. Moltitudini di rovine in lontananza s’accumulano man mano che il passo s’allunga. Mille tonnellate di ricordi inceneriti nella fornace dell’attimo che fugge con le gambe di Polluce. Me ne discosto, disgustato ed irrimediabilmente attratto.
Cos’altro riesci ad intravedere?’

Cazzo, il monitor. Affresca le pareti con luce led. Dove sono gli strali del mondo che sta soccombendo alla fine dei giorni di malattia? Forse sono semplicemente stati alterati dal battito elettronico. Parti dell’apocalisse della carne, svuotati della fibra a fotoni che anima l’energia. Soccombente alla noia ripetuta.
Cosa s’innalza da quest’altare?’

Cazzo, l’errore. Il richiamo dell’organico: l’effluvio della vagina e la bramosia del pene. Vuoi lanciare parole, offese, richiami, riscatti ma il cervello ne smussa angoli e concetti. Chiude i collegamenti bocca/corpo. ‘Non devi farti trascinare nel vortice, è un Maelström ingannevole, malevolo’. E cedere non-è-contemplato.
Cosa hai ricavato da tutto ciò?’

Cazzo, gli spasmi. Del corpo, della mente, dell’anima, del cuore. Flessioni muscolari imperlate di sudore rabbioso. Pensieri all’acido che bucano ogni singola sinapsi. Effetto fionda gravitazionale che trasporta la fortitudo nell’arena dell’invincibile. Lame incrostate per ventricoli già fermi da tempo_nel tempo.

‘Debolezze, umano. Di cos’altro sai vivere?’
IO-NON-LO-SO.

Mega_FonVoci fuori onda. I miei Deamoni parlano solo attraverso interrogativi.
Il bambino mai cresciuto non ha risposte, solo Megafoni troppo grandi.
Parole gettate al fuoco.

Nulla da dichiarare.
E
Nulla da eccepire.

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