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Free Fall // Centrifugal Forces

Nella pressione del vuoto siderale l’applicazione di una forza centrifuga è sintomo di gravità artificiale. In un certo senso sicurezza per l’umano disperso tra il ghiaccio della materia oscura, vittima predestinata di radiazioni cosmiche senza prospettiva contemplabile di appoggio.

Eppure l’applicazione di forza centrifuga esageratamente potente modifica la gravitas, modifica ciò che le terminazioni nervose leggono ed elaborano come sicurezza. Un distanziamento dalle virtù fondamentali; una caduta libera nell’imbuto della pazzia come sottoprodotto delle più inesorabili paure.

Il tutto è direttamente proporzionale alla velocità di fuga dal nucleo di attrazione, tra sinapsi corrotte da quell’accelerazione inesplicabile. E’ un mancato convogliare segnali elettrici tra fibre carnose, nel cranio a velocità luminale: e la distinzione tra caduta e direzione svanisce. L’aberrazione si solleva dalle polveri dell’abisso.

Pressione centrifuga come costante assoluta ed innegabile. Nel centro della galassia si disperdono le energie e sublimano qualsiasi equazione fisica conosciuta.

Nella pressione del vuoto siderale che non concede appiglio, l’equazione anti-vita si palesa al pensiero che non dovrebbe esistere.
Rotazioni e spin a gravità artificiale – nessun progetto per la salvezza dell’umano organico – un gregge belante, lentamente, abituato ad una forma più elegante di annientamento nel tritacarne cosmico.

Teorizziamo il terrore come fonte di nutrimento per il dolore più acuto.

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