[Crucifix ProjecT] Cerebral Assassin

La Tomografia Assiale Computerizzata scansionava a cicli di clock l’essere disteso sul tavolo d’acciaio vanadio.
Dovevano/Volevano scoprirne i più profondi segreti. L’essere stesso doveva/voleva carpire ciò che si celava all’interno di sé.
Ardua impresa. Già in precedenti occasioni la bipolarità s’era presentata forte e senza preavviso; un tratto malato del suo carattere, una vescica infestata del suo lobo frontale.
La quiete è solo un momento di passaggio tra i flutti delle tempeste emozionali. Ondate di rabbia, odio e repulsione; vigliaccamente celate dietro l’additare ad altrui persona colpe e responsabilità. La vita non offre gioie ed è dispensatrice di sensi di colpa, rammarichi e pugni scagliati al cielo. Rocket Punch armati di testate nucleari per spazzare umanità priva di consapevolezza del dolore inflitto. Delle viscere estirpate dall’animo sanguinante.

Soluzioni
La Tomografia Assiale Computerizzata scansionava riducendo l’essere a bit matematici. Forse la basilare, più corretta ed unica forma di regolarità in natura. Linee guida non scritte ed inattaccabili. L’eterno caduco divenire nella mortalità dell’IO. Perché, quindi, non ricondurre tutto allo stato ottimale? Genocidio.
La Tomografia Assiale Computerizzata registrò immagini stratificate mentre l’ombra del Male appariva tra le sinapsi più profonde. L’Essere nell’Essere, il Mostro all’Angolo Buio del quale tutti devono essere vittime tra le fiamme al napalm, sotto lo scrosciare delle ossa in decomposizione. La mente senza più reazione, il corpo senza più capacità d’attacco. Sottomissione e resa. Morte immobile.
Immagini. Trasmissioni in fascio compatto. L’agonia è un nettare dolciastro per il masochista. Maggior dolore per maggior resistenza ad esso. Sfide contro il proprio status alla ricerca dello scardinare l’impotenza di tutti i giorni ripetuti ad infinito. Ancora immagini, ancora rancida rabbia rancorosa. Ancora ed ancora ed ancora.
Domande.
Cosa spinge l’essere alla sopravvivenza? Cosa lo costringe nel rimanere stabile nella realtà quotidiana senza prospettive? Lo stoico attaccamento a se stesso? L’egemonia dell’egoismo? Nessuna risposta. Solo incerti passi pesanti su gradini, alla ricerca del sonno privo di volontà.
La Tomografia Assiale Computerizzata registrava, ritrasmetteva, rilasciava. Ed il disagio maturava espandendo spore venefiche negli interstizi dell’animo, tra le pieghe della consapevolezza. Attanagliando la razionalità, lasciando spazio solo al delirio ed alla demenza.

All’esterno il grande Prisma ovoidale riluceva singolarmente nel vortice dimensionale.

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