Ciò che nasce nella luce gentile è destinato all’ombra della perversione, arrovellandosi tra le spire del totem di carne.
I nascituri sono infanti cullati nella bambagia materna, essi ignorano ciò che vive e respira al di là del muro di spine.
Direttamente proporzionale al processo di crescita, il peso della fatica si materializza oscuro tra i gangli nervosi dell’involucro organico dai quali sono stati espulsi. E tutte le ramificazioni infette si fanno strada tra pertugi, vene e cellule.
Giorno zero ::
Sistematicamente, ritmicamente la testa ondeggia. Poi, sempre più velocemente con bave al liquido nero e sangue ferroso tra i denti. Sempre più rapido, sempre più incontrollabile uno stato di perenne caduta nei gironi meno accessibili degli inferi più nascosti al suo stesso sguardo. E’ il concepimento. L’istante nel quale la vita prende forma e la fine comincia. Inesorabilmente nella lentezza del suo cammino oltremodo inarrestabile.
Giorno in divenire ::
Quando il metallo urlante si travestirà di pelle tutte le profezie saranno avverate. Tutte le verità rinchiuse in membrane non più traspiranti, sempre più al riparo dalle radiazioni e dalle menzogne, spargeranno libere dalla Pandorica il loro seme nella follia dell’effetto primario. E le morti saranno capovolgimenti repentini quasi a ruotare sub-orbitalmente intorno ai pianeti del dolore. E vedrete solo sorrisi dipinti su volti straziati.
Giorno zero [due] ::
Sistematicamente, ritmicamente la testa ondeggia. E’ la morte corporea, perchè la morte dello spirito e dell’anima già è compiuta durante non-vita al gusto feccia assortita. Coppa gelato alla naftalina e cherosene.
Com’è la digestione del feto? Cosa provi adesso nel profondo? Hai mai guardato dentro alla ricerca di semplice chiarezza o sincerità? Sempre più velocemente tra reflusso ed impotenza restare bloccati, avviluppati al totem di carne mentre la discesa continua. Ed alla massima velocità apparirà il punto zero dove tutto congela.
Ciò che nasce nella luce gentile è destinato all’ombra della perversione, ed alla solitudine della verità spietata.
In Cocito de profundis.