I mostri che abitano l’albeggio sono esseri sconclusionati e privi di scopo.
Infestano e rubano ossigeno senza produrre benché minimo beneficio.
Essi sopravvivono di cavità toraciche vuote come l’ovetto Kinder da riempire con sorprese di sterco.
Merda per cioccolato e latte andato a male. Sacchetti ricolmi d’egoismi per bambini viziati, non cresciuti a dispetto dell’età.
Sopravvivono di crani dal vuoto pneumatico, persi nell’etere del nulla senziente, avvinghiati a visioni ormai al collasso che reputano ancora reali. La tua realtà è finita ed i titoli di coda non hanno scene post-credit.
I mostri che abitano l’albeggio disturbano anche i morti perchè il riposo eterno non dovrebbe essere una maledizione interrotta senza suoneria. Tant’è che mani zombificate fuoriescono da tombe e loculi col dito medio alzato a dileggiarli con mantra uterini:
Risvegliateci! Che sia nell’amplesso della grazia paradisiaca o nell’orgia infernale tra fiamme torride e sudore al sapor d’acido, risvegliateci!
I mostri che abitano l’albeggio devono eclissarsi nella loro piccola ed immatura insicurezza perchè se la luce irradia ancora il loro volto è merito dell’oscurità che, per troppo tempo, si è fatta da parte.
Finora.
Oggi si soffoca solo per gentile concessione di qualche operatore telefonico.
